CONSENSO INFORMATO SCOLASTICO: 18 A 19 E L’ISTANZA È NUOVAMENTE RESPINTA
A mezzogiorno di Pasqua ci siamo accodati, insieme a tanti altri, per (ri)presentare l’Istanza
d’Arengo da noi promossa al fine di rendere obbligatorio, anche a San Marino, il preventivo consenso
informato delle famiglie per la trattazione a scuola e in orario scolastico di materie rientranti
nell’educazione affettiva e sessuale (questionari inclusi), per l’esclusione di tali attività nelle scuole
dell’infanzia ed elementari e per la preliminare sottoposizione agli organismi scolastici di partecipazione
dei testi inseribili nelle biblioteche scolastiche qualora trattino, anche in via non esclusiva, le predette
materie.
Già nel 2022 avevamo promosso una Istanza d’Arengo dal contenuto simile, che al tempo fu respinta
sostenendosi che non serviva perché, di fatto, il consenso informato era già presente. Ma a distanza di
quattro anni confidavamo sinceramente in un esito diverso.
Negli anni intercorsi, infatti, la concreta applicazione dell’art. 3 della Legge n. 127/2022 ha mostrato
più volte che il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia non ha funzionato, con genitori
che si sono rivolti a noi perché contrariati dalle domande poste ai loro figli minori a fini statistici nei c.d.
questionari anonimi, dalle modalità di presentazione ai loro figli di tematiche così delicate e dalle letture
c.d. “arcobaleno” rivolte ai più piccoli, utilizzando testi inseriti nelle biblioteche scolastiche.
Inoltre anche la vicina Italia, dove molti Sammarinesi adolescenti frequentano le scuole superiori,
si è recentemente dotata della Legge 9 giugno 2026 n. 104 che, in buona sostanza, nei tre articoli che la
compongono dispone le medesime misure oggetto della nostra istanza quale presidio di garanzia del primato
educativo della famiglia, riconosciuto dalle Convenzioni internazionali cui anche San Marino ha aderito
(vedasi art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e art. 2 del Protocollo addizionale alla
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali). Ci preme in
particolare ricordare che quest’ultimo stabilisce quanto segue:
“Il diritto all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che
assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di
provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche”.
Vi sono genitori che ritengono che trattare in modo riduttivo dei rapporti occasionali solo per raccomandare
l’uso del profilattico o delle gravidanze indesiderate solo per informare di quali siano i metodi legali per
interromperle tempestivamente sia già di per sé portatore di un messaggio fuorviante, così come ritengono
deleterio sottoporre i minori ad indagini introspettive per auto-valutare la propria identità di genere,
instillando loro il dubbio che possa non coincidere con il proprio essere biologicamente maschio o femmina.
Ebbene, ancora una volta, nonostante tutto quanto sopra, questa istanza, portatrice delle legittime
richieste di molte famiglie sammarinesi, non è stata approvata, sebbene per un solo voto (18 favorevoli
contro 19 contrari e 3 astenuti). In sostanza, dopo l’indicazione di non accoglimento espressa a nome del
Governo dal Segretario di Stato competente, Teodoro Lonfernini, l’aula si è di fatto spaccata a metà, con
pubbliche dichiarazioni di voto favorevole espresse anche da parte di Consiglieri di maggioranza
(appartenenti al PDCS e ad AR) che uniti a quelli di buona parte dell’opposizione (l’intero gruppo DML e
quasi interamente quello di RF) per un soffio non sono stati sufficienti alla sua approvazione.
Sinceramente non comprendiamo chi, pur sostenendo la centralità del patto di corresponsabilità tra
scuola e famiglia e il primato educativo di quest’ultima, abbia votato per respingere l’istanza o si sia
astenuto. L’istanza non avrebbe fatto altro che rendere pienamente effettivo questo patto, senza nulla
togliere agli insegnanti, nella consapevolezza che una cosa è insegnare grammatica, geografia o
matematica, altra cosa è educare alla affettività e ad una sessualità responsabile, tematiche che riguardano
la sfera intima e personalissima, anche per tempi di maturazione, di ciascun ragazzo e ragazza.
Fintanto che il consenso informato scolastico in queste delicate materie non diverrà legge anche a
San Marino, invitiamo pertanto i genitori ad un atteggiamento vigile e proattivo, avvalendosi appieno degli
strumenti di partecipazione, per quello che l’ordinamento scolastico sammarinese attualmente prevede.
San Marino, 26 luglio 20
